golf & turismo

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Vacanza in Sardegna: Is Molas

La Sardegna è uno dei “gioielli” della nostra penisola che ogni anno accoglie turisti da tutto il mondo.

Per gli amanti del mare, del golf e della buona cucina, immancabile un soggiorno all’Is Molas Resort, a 33 chilometri da Cagliari, vicino a Pula.

Situato in una posizione panoramica straordinaria, gode di una vista magnifica sul mare della Sardegna, sulla torre di Nora e sulle colline del Sulcis, rivestite dai colori e profumi della macchia mediterranea.

Fiore all’occhiello della struttura, il campo da gold di 27 buche, già sede di ben quattro edizioni dell’Open d’Italia nel 1976, 1982, 2000 e 2001.

Oggi è considerato fra i percorsi più tecnici del Mediterraneo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Vacanze in Toscana: Castelfalfi

Immagina un gioiello medievale nel cuore della Toscana, una delle regioni più celebri d’Italia, una terra di bellezza, arte, cultura e tradizioni gastronomiche.

Circondato da un incantevole paesaggio fatto di vigneti e ulivi che si estendono fino all’orizzonte, Castelfalfi vi aspetta.

L’Hotel Tabaccaia porta i suoi visitatori in un magico viaggio nel tempo, dal fascino storico del suo patrimonio medievale al lusso dei suoi hotel moderni.

Qui, il tempo scorre in completa armonia con la natura, permettendo ai viaggiatori di godere della bellezza circostante.

Immersi in un borgo incastonato nel cuore della Toscana, terra storicamente ricca d’arte, bellezza, tradizioni culinarie.

Per chi non vuole rinunciare alla propria sacca da golf, a disposizione degli ospiti il Golf Club Castelfalfi che permette di mettere alla prova tutti i livelli di gioco.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Vacanze in Puglia: Fasano

Situata al centro di un ideale triangolo che ha per vertici le città di Bari, Brindisi e Taranto, distanti da Fasano circa 50 km, la città segna il confine fra il Salento e la Terra di Bari.

Il suo territorio comprende varie frazioni, estendendosi per 15 km sulla costa del Mare Adriatico.

Il comune, insieme con la vicina Cisternino, fu aggregato alla nuova provincia nel 1927; nel 1955 fu presentata alla Camera da parte della deputata Maria Chieco Bianchi una proposta di legge per riportare la città nel territorio barese.

Il toponimo “Fasano” proviene probabilmente da “faso”, antico nome di un grosso e bianco colombo selvatico (rappresentato sullo stemma civico) che si abbeverava presso le cosiddette “fogge”, cioè una palude o pozzo all’aperto dove defluivano i corsi d’acqua provenienti dalle colline.

Sopra tali fogge oggi è ubicato il Parco della rimembranza.

Per soggiornare ti consigliamo l’esperienza Borgo Egnazia un luogo meraviglioso, liberamente ispirato nelle forme, nei materiali e nei colori a un tipico paese pugliese.

Qui unicità e autenticità si fondono per creare qualcosa di inedito e speciale, introvabile altrove, che riesce a combinare le più genuine tradizioni locali a servizi di altissimo livello.

Un vero e proprio mondo che racchiude le colazioni casalinghe preparate con amore dalle Massaie, le proposte gourmet e i sapori tipici ispirati alla dieta mediterranea tradizionale e poi Vair, la Spa poetica in equilibrio tra tradizione e innovazione, due bellissime spiagge private (Cala Masciola e La Fonte) e lo scenografico San Domenico Golf, dove si gioca tra ulivi millenari, con lo sguardo che spazia fino al blu del mare. Tutto accompagnato dalle attenzioni “su misura”, amichevoli e premurose dei Local Adviser, sempre a disposizione degli ospiti.

Ogni giorno dell’anno, in tutte le stagioni, Borgo Egnazia propone un diverso concetto di ospitalità e benessere, basato su esperienze locali ed autentiche, immersi nell’incomparabile bellezza della campagna pugliese.

Dal 2010, anno di apertura, Borgo Egnazia è parte di Leading Hotel of the World e ha ricevuto una serie di prestigiosi riconoscimenti tra cui i premi “Best Hotel of the Year” di Virtuoso nel 2016 e “Most Life Changing Experience” di Condè Nast UK nel 2017.

A Luglio 2018, in occasione della 23° edizione dei World’s Best Awards di Travel + Leisure Borgo Egnazia è al primo posto nella categoria Top Italian Resort,al quarto nella categoria Top 10 European Resort Hotels ed è tra i Top 100 hotel di tutto il mondo (al 43mo posto).

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 


Fra Riviera e Langhe

Un itinerario autunnale con rilevanti motivi di interesse quello che vi proponiamo. Prima tappa la Riviera ligure di Ponente, con le sue temperature dolci anche nei mesi più freddi. L’ideale per una bella giocata di golf. Come seconda abbiamo invece scelto le Langhe piemontesi, che in questo periodo riescono a dare il meglio di sé, con i tesori del proprio splendido territorio.

I due percorsi coinvolti nel nostro itinerario sono Garlenda, in provincia di Savona, e Cherasco, che invece ricade nell’area cuneese. In altre parole, due pietre miliari del golf italiano, per storia, tradizioni e piacere nel percorrere le loro entusiasmanti 18 buche.

KIA Niro: compatta, accogliente, ipertecnologica

Compagna di viaggio il nuovo crossover Kia Niro, un’auto che ci ha davvero colpito.  Di sicuro appeal le sue caratteristiche di spazio, abitabilità e comfort. Doti che, unite a un aggiornatissimo pacchetto tecnologico, ne fanno una vettura davvero speciale. Compatta, larga e accogliente, contiene la sua lunghezza in 435 centimetri, misura che la rende molto apprezzabile nei centri cittadini. E, soprattutto, sotto il cofano propone due motorizzazioni d’avanguardia, hybrid e plug-in hybrid, che fanno dell’elettrico il proprio punto di forza.

Da Milano, Torino e aree collegate, le autostrade che scendono dal nord si innestano in Liguria su quella dei Fiori, che percorriamo fino al casello di Albenga. Poi basta una decina di minuti per addentrarsi in una delle pochissime zone pianeggianti della regione e raggiungere Garlenda.

Qui si gioca a golf dal 1965, sul bel tracciato ideato dal tandem inglese Morrison-Harris a sfiorare le colline. Nei primi anni vennero anche piantati moltissimi ulivi, che hanno trovato un clima ideale per superare indenni l’inverno. Oggi li ritroviamo come splendide sentinelle poste lungo molti fairway del campo.

Un piacere in ogni stagione

Fin dal primo momento, il bel circolo ligure conquista per la cura dei dettagli e per la sua gradevolissima clubhouse, circondata da aiuole fiorite. Verde, verde, tanto verde, in cui sono immerse le belle ville che sono il cuore dell’investimento immobiliare alla base della realizzazione del campo.

Con alle spalle una lunga esperienza maturata in alcuni dei più titolati circoli italiani, Bruno Olivetti è il direttore del circolo da circa otto anni. Sono lui e il superintendent Fabio Barbera a guidarci per rivedere le buche più fotogeniche del percorso. La manutenzione è anche questa volta impeccabile. Favorito da un microclima mite e favorevole, Garlenda è un piacere in ogni stagione.

Le 18 buche del circolo ligure, oggi presieduto da Carlo Marangoni, propongono molti passaggi piacevoli. Sono divise dal torrente Lerrone e dalla strada provinciale Casanova, da cui siamo arrivati, che costringe a un paio di attraversamenti (buche 2 e 13). Il gruppo più numeroso è a sud (11 buche, dalla 3 alla 12), mentre le altre si trovano attorno alla clubhouse, in buona parte su un leggero rilievo del terreno.

Dal disegno gradevole, ma delicato se il gioco è poco preciso, in alcuni punti il percorso è lievemente mosso. Per niente facile dai backtee, diventa abbordabile anche per gli handicap alti dalle partenze avanzate. Le buche che mettono più soggezione sono i due par 4 della 4 e della 12 (il primo dogleg a sinistra, a destra invece il secondo), entrambi non lontani da 400 metri. L’unica buca con un evidente ostacolo d’acqua è il par 3 della 12, in cui bisogna sorvolare il letto del Lerrone. 

Parlando invece di lunghezze, agli estremi opposti abbiamo la 5, con il torrente lungo tutto il fianco sinistro, che sfiora i 500 metri, e la 7, da circa 140.

Ma il campo di Garlenda piace al di là dell’aspetto puramente tecnico e agonistico. Impagabile infatti inoltrarsi fra ulivi e pinete, con le Alpi Marittime alle spalle e il profumo del mare. La costa infatti dista poco più di cinque chilometri in linea d’aria.

Bellissimo il transito fra la 10 e la 11, quando si passa accanto alla chiesetta di San Rocco, che ha origini molto antiche ma è stata ricostruita dopo il terremoto del 1887. Aperta solo il 16 agosto (festa del santo cui è intitolata) e per occasioni speciali, si trova all’ombra di una enorme quercia. Spettacolare e imponente, ci dicono risalga a quasi tre secoli fa.

Lontano dall’affollamento della Riviera anche nei mesi più frequentati, il Golf Club Garlenda dispone infine di una clubhouse intima e armoniosa, con il patio del ristorante aperto sul green della 18. A disposizione di soci e ospiti giornalieri anche la deliziosa foresteria, la splendida piscina immersa nel verde, la palestra e la possibilità di usufruire di un bagno turco.

Dopo i saluti, risaliamo sulla nostra accogliente Kia Niro e riprendiamo l’autostrada dei Fiori. Quindi tagliamo verso nord, sulla Torino-Savona. Uscita programmata quella del recente casello di Cherasco, che si trova a una manciata di minuti dell’ingresso del campo.

Corrado Graglia, grande amico, direttore del Circolo e da tempo collaboratore fisso di Golf & Turismo, è sulla soglia della segreteria ad aspettarci. Con lui, il greenkeeper Massimiliano Passarini. 

Le delizie della tavola

Siamo nei mesi magici del tartufo e Cherasco ormai è famoso in questo periodo per le sue gare e Pro-Am dedicati. Da 22 anni infatti il Circolo distribuisce ai migliori in campo generosi esemplari del mitico fungo, da metà settembre a fine novembre.

Come sappiamo tutti, è il vero e pregiatissimo diamante delle Langhe e di Alba in particolare, che da Cherasco dista poco più di una ventina di minuti.

Ma questa è anche zona dei monumentali rossi piemontesi, visto che Barolo è ad appena una quindicina di chilometri. E il club in provincia di Cuneo, presieduto da Giovanni Botta, li onora con un pacchetto di appuntamenti concentrati nel mese di maggio.

Grazie a questi due periodi di grande enogastronomia, Cherasco detiene il record italiano del maggior numero di Pro-Am organizzate in un anno.

Da ricordare inoltre che la cittadina arroccata sopra la confluenza fra Stura e Tanaro è nota anche per le sue nocciole e soprattutto per le lumache, di cui è l’incontrastata capitale italiana, anche per la presenza dell’Istituto Internazionale di Elicicoltura, attivo dal 1973.

E non a caso, qualcuno ricorderà che quando venne aperto, nel 1982, il golf club si chiamava proprio Le Chiocciole.

Le 18 buche portano la firma di Marco Croze, architetto italiano numero uno per molti anni, che ha al suo attivo decine di percorsi nel nostro Paese.

In epoca più recente è stato eseguito un parziale restyling, sotto l’esperta guida della britannica Hawtree Ltd., fondata oltre un secolo fa e autrice di circa 500 campi o interventi di revisione dei tracciati.

Due i livelli del percorso, che presentano una interessante varietà di situazioni di gioco.

Alcune buche propongono leggeri dislivelli, mentre altre sono perfettamente in piano.

Oltre al magnifico patrimonio arboreo, che entra spesso in gioco, sono numerosi i laghetti e ruscelli che richiedono molta attenzione nella scelta dei bastoni da usare.

Par 4 di grande impatto, la 13 è senza dubbio la buca più rappresentativa di Cherasco. Dogleg in evidente discesa a destra, plana davanti a uno specchio d’acqua che difende tutto il green.

In aggiunta, bisogna fare molta attenzione al fuori limite che costeggia tutto il fairway sulla sinistra.

Da ricordare anche la 4, impegnativo par 4 di circa 400 metri che è l’hcp 1 del campo, e l’apparentemente facile par 3 della 11, che però ti piazza di fronte a un grande ostacolo d’acqua, in grado di mettere in apprensione i giocatori meno solidi.

La grande clubhouse ha una serie completa di servizi, con il grande ristorante senz’altro al centro delle attenzioni di soci e ospiti, per il menù langarolo che in autunno ruota attorno all’immancabile tartufo.

Completa la struttura l’ampia piscina con solarium, aperta nei mesi da giugno ad agosto. E al termine del nostro giro, sistemata la sacca nel più che accogliente bagagliaio della Kia Niro, è l’ora di infilare le gambe sotto il tavolo.

Un bel brindisi e buon appetito a tutti.

Vacanza in Italia: Siena

Siena, città della Toscana, nel Centro Italia, si distingue per i suoi edifici medievali in mattoni.

Piazza del Campo, la piazza centrale dalla caratteristica forma a ventaglio, è sede del Palazzo Pubblico e della Torre del Mangia, una slanciata torre del XIV secolo dalla cui bianca merlatura si gode di una vista stupenda.

Le diciassette storiche contrade (i quartieri cittadini) si estendono tutt’intorno proprio a partire dalla piazza.

Immerso tra le incantevoli colline ondulate della campagna toscana a breve distanza dalla città di Siena, dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, c’è la Bagnaia Golf & Spa Resort Siena, Curio Collection by Hilton.

Un tempo un borgo medievale, il resort conserva la sua storia e il suo carattere pur offrendo sistemazioni moderne in tipico stile toscano, una spa con acque termali e un campo da golf a 18 buche disegnato dall’architetto Robert Trent Jones Jr..

 
 
 
 
 

 


Vacanza in Emilia Romagna: Salsomaggiore Terme

Circondata da dolci e verdi colline, Salsomaggiore Terme si trova tra le province di Parma e Piacenza ad un’ora circa da Milano e da Bologna.

Meta ideale per coloro che cercano un luogo di relax, la località termale, dall’impronta squisitamente Liberty-Decò, è particolarmente consigliata per risollevarsi dai tempi stressanti della città grazie alla quiete dei luoghi, agli ampi spazi verdi e al suo centro benessere dove effettuare trattamenti rigeneranti.

Salsomaggiore Terme è una destinazione consigliata in qualunque periodo dell’anno.

Non si può lasciare la stazione termale senza aver visitato il Giardino Botanico Gavinell, un paradiso di tranquillità e benessere naturale.

Immerso nel verde, con oltre 450 specie di piante su un’area di 12 ettari, il Giardino è situato a soli due chilometri dal centro città.

Per chi desidera un ricordo enogastronomico del luogo si consigliano i “Brutti ma Buoni”, biscotti a base di albume d’uovo e nocciole, adatti ad ogni occasione.

Gli amanti dei liquori, invece, possono deliziarsi con la Camomillina, il Nocino, il Bargnolino e il Limoncino della ditta Colombo, storico liquorificio salsese che lavora solo con prodotti naturali e modalità artigianali.

Il Grand Hotel Salsomaggiore, inaugurato nel 1902, ha ospitato dal 1950 al 2010 più di quaranta finali di Miss Italia e decine di altri importanti manifestazioni.

Nel 2012 ha preso il via un importante progetto di riqualificazione, che ha riportato agli antichi fasti lo storico edificio.

Il progetto, ideato dall’architetto Patrizia Poli, ha visto la realizzazione di due piscine, un’area dedicata alle terme e alla SPA, un solarium panoramico, imponenti saloni, sale meeting e un ampio parcheggio coperto.

A Salsomaggiore si può giocare anche a golf ed il Grand Hotel è convezionato con il il Golf Club Castell’Arquato, il Salsomaggiore Golf ed il Golf La Rocca.